La neurobiologia è particolarmente utile per comprendere i comportamenti antisociali. Il punto centrale, nella pratica, è una risposta bassa alle ricompense, con una debole attivazione simpatica (la risposta di mobilitazione del corpo) quando una ricompensa viene offerta.
Nel loro lavoro sulla teoria polivagale e la psicopatologia dello sviluppo (lo studio di come i disturbi psicologici emergono durante la crescita), Theodore P. Beauchaine, Lisa Gatzke-Kopp e Hilary K. Mead esaminano il ruolo della disregolazione emotiva nei problemi di condotta, dall'età prescolare all'adolescenza. La loro ricerca mostra il valore della teoria polivagale, proposta inizialmente da Porges (1995, 1997, 1998, 2001, 2003), per comprendere le basi fisiologiche della psicopatologia, in particolare dei comportamenti esternalizzanti (problemi rivolti verso l'esterno, come aggressività e violazione delle regole) in bambini e adolescenti.
Punti chiave della ricerca:
Il ruolo della teoria polivagale nella psicopatologia:
La teoria polivagale offre un quadro di riferimento per comprendere come il sistema nervoso autonomo (la parte del sistema nervoso che funziona senza controllo cosciente) influenzi la regolazione emotiva e la labilità emotiva, cioè i cambiamenti d'umore rapidi e instabili. Questa comprensione è essenziale per affrontare i problemi di condotta e gli altri comportamenti esternalizzanti.
Risultati nei bambini con problemi di condotta:
Beauchaine e colleghi riassumono tre studi su bambini e ragazzi dai 4 ai 18 anni con problemi di condotta. Questi bambini mostrano risposte ridotte del sistema nervoso simpatico alle ricompense, segno di una debole motivazione all'avvicinamento, la spinta a muoversi verso ciò che è piacevole.
Alle scuole medie, a questa insensibilità alla ricompensa si aggiunge una scarsa modulazione vagale della gittata cardiaca (il nervo vago regola meno bene l'attività del cuore), che indica carenze nella regolazione emotiva.
Implicazioni per l'intervento precoce:
La ricerca suggerisce un modello di sviluppo biosociale: un'impulsività ereditata viene amplificata quando l'ambiente sociale rinforza l'instabilità emotiva. Questo modello mostra l'importanza di interventi precoci centrati sulla regolazione emotiva e sul rinforzo sociale.
Teoria polivagale e psicopatologia esternalizzante:
Integrare la teoria polivagale con le teorie del rinforzo sociale e della motivazione chiarisce i meccanismi causali di diversi quadri psicopatologici. Questa integrazione è essenziale per individuare punti di intervento efficaci nei comportamenti esternalizzanti gravi.
In sintesi, questa ricerca conferma il ruolo centrale della teoria polivagale nel comprendere e affrontare la psicopatologia dello sviluppo. Esaminando il funzionamento del sistema nervoso autonomo nei bambini con problemi di condotta, mostra il versante fisiologico della disregolazione emotiva e il suo effetto sui comportamenti esternalizzanti. I risultati indicano la necessità di interventi precoci che considerino sia gli aspetti fisiologici sia quelli sociali di questi comportamenti.
Nella teoria polivagale il ramo dorsale del nervo vago ha un ruolo particolarmente significativo nei comportamenti antisociali. Come descrive Stephen Porges, la teoria distingue due rami del nervo vago: il ramo più antico, che parte dal nucleo motore dorsale (DMX), detto anche «vago vegetativo», che rallenta il corpo; e il ramo più recente, che parte dal nucleo ambiguo (NA), spesso chiamato «vago intelligente», che sostiene la calma e il contatto sociale.
Il ruolo del vago dorsale nei comportamenti antisociali:
Vago dorsale e soppressione metabolica:
Il vago dorsale è legato alla strategia di sopravvivenza più antica, l'immobilizzazione di fronte alla minaccia, già presente nei vertebrati primitivi. In condizioni di pericolo questo ramo riduce il fabbisogno metabolico, cioè il bisogno di energia del corpo, e di fatto spegne le risposte corporee.
Relazione con i comportamenti antisociali:
Nel comportamento umano, e in particolare nei comportamenti antisociali, l'attivazione del vago dorsale può produrre uno stato di disconnessione o di dissociazione (un distacco dalle proprie sensazioni e da ciò che ci circonda). Si manifesta come mancanza di comportamenti sociali reattivi e adattivi e contribuisce a un quadro antisociale.
I comportamenti antisociali possono essere legati a una risposta vagale dorsale dominante: il senso di minaccia o di pericolo è travolgente e la persona reagisce con ritiro, ottundimento emotivo o dissociazione invece che con un coinvolgimento sociale adattivo.
Il contrasto con il vago intelligente:
Il vago intelligente, al contrario, modula la frequenza cardiaca e la produzione metabolica al servizio dell'affiliazione sociale, i legami che stringiamo con gli altri. Sostiene il coinvolgimento, l'attenzione e gli stati di calma.
Nelle persone con un'attività prevalente del vago intelligente, le risposte di attacco o fuga sono meglio regolate, e questo consente comportamenti sociali più adattivi.
Implicazioni per l'intervento:
Se il vago dorsale ha questo ruolo nei comportamenti antisociali, il lavoro può concentrarsi sul riattivare il vago intelligente, con tecniche che favoriscono sicurezza, coinvolgimento sociale e regolazione corporea.
Le attività che stimolano il vago intelligente, come la respirazione profonda, l'interazione sociale e le esperienze emotive positive, possono contrastare gli stati dissociati e di ritiro prodotti dalla dominanza vagale dorsale.
In sintesi, nel quadro polivagale il vago dorsale ha un ruolo decisivo nei comportamenti antisociali attraverso la soppressione metabolica e la dissociazione in risposta a una minaccia percepita, mentre il vago intelligente sostiene il coinvolgimento sociale e le risposte adattive. La nostra pratica non verbale ci mostrava, anni prima che la teoria polivagale venisse applicata al comportamento, che le persone chiuse e ritirate si aprono quando il corpo riceve segnali di sicurezza attraverso la presenza, la postura e un tono calmo del sistema nervoso; oggi la teoria riconduce questo cambiamento alla percezione di sicurezza del corpo. Gli approcci che stimolano il vago intelligente, e con esso la forza interiore della persona, possono ridurre efficacemente l'impatto della dominanza vagale dorsale nelle persone con comportamenti antisociali.
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Note di ricerca
Una selezione di studi scientifici pubblicati sulla teoria polivagale e sulla funzione vagale, che offrono una lettura scientifica dei temi trattati in questo articolo.
Koenig J, Kemp AH, et al. (2015). Resting state vagal tone in borderline personality disorder: a meta-analysis. Progress in Neuro-Psychopharmacology and Biological Psychiatry, 64, 18-26. Una meta-analisi di cinque studi ha rilevato una HRV vagale a riposo più bassa nel disturbo borderline di personalità rispetto ai controlli, che gli autori collegano alle difficoltà di regolazione emotiva e all'impulsività. https://doi.org/10.1016/j.pnpbp.2015.07.002
Beauchaine TP (2015). Respiratory sinus arrhythmia: a transdiagnostic biomarker of emotion dysregulation and psychopathology. Current Opinion in Psychology, 3, 43-47. Beauchaine passa in rassegna le evidenze secondo cui una bassa aritmia sinusale respiratoria e un eccessivo ritiro vagale sotto sfida si riscontrano in molte forme di disregolazione emotiva, compresi i problemi di attenzione e l'ostilità, e li collega al controllo prefrontale. https://doi.org/10.1016/j.copsyc.2015.01.017
Thayer JF, Lane RD (2008). Claude Bernard and the heart-brain connection: further elaboration of a model of neurovisceral integration. Neuroscience and Biobehavioral Reviews, 33(2), 81-88. Gli autori descrivono le vie inibitorie prefrontali che modulano la frequenza cardiaca, propongono che la risposta predefinita all'incertezza sia una risposta di minaccia e rivedono le evidenze secondo cui una bassa HRV vagale è un fattore di rischio psicopatologico; inquadra la vigilanza abituale in termini autonomici. https://doi.org/10.1016/j.neubiorev.2008.08.004