
L'aritmia sinusale respiratoria (RSA) è la variazione naturale del battito cardiaco con il respiro: il cuore accelera leggermente quando inspiriamo e rallenta quando espiriamo. È una misura fondamentale del tono vagale cardiaco, cioè di quanto il nervo vago, il nervo principale del sistema parasimpatico (quello che calma), regola il cuore. L'RSA è considerata un biomarcatore della regolazione emotiva: un tono vagale di base più alto si accompagna a una migliore regolazione e a un coinvolgimento sociale più fluido (Porges, 2003). Il concetto polivagale di "freno vagale", il modo in cui il tono vagale si allenta o si stringe di fronte allo stress, mostra quanto il sistema sia resiliente e come mobiliti le risorse per far fronte a un ambiente che cambia. Il tono vagale di base alla nascita predice inoltre le interazioni affettive con madre e padre, come il tocco e la sintonia emotiva a 3 mesi: è la stessa disposizione del neonato al coinvolgimento sociale e alla regolazione emotiva a richiamare il contatto dei genitori (Feldman & Eidelman, 2007). Anche nei neonati prematuri lo sviluppo del tono vagale è significativamente correlato alla qualità della sintonia madre-bambino a 3 mesi (Feldman, 2006).
Uno studio sulla deprivazione materna simulata ha usato il paradigma della still-face ("volto immobile"), in cui la madre assume all'improvviso un'espressione neutra e non risponde, con e senza contatto fisico. Ha misurato l'effetto del tocco materno sul tono vagale del neonato a riposo, durante l'episodio di stress e durante il recupero. Come avviene per il cortisolo, il tocco materno durante gli episodi di still-face riduce in modo netto le oscillazioni del tono vagale e accelera il ritorno del sistema nervoso autonomo al suo equilibrio di base.
Risultati
Questi dati mostrano quanto il tocco sia utile per favorire adattabilità e resilienza, anche stimolando il tono vagale, e ne confermano il ruolo centrale nella regolazione emotiva e fisiologica ("The Handbook of Touch: Neuroscience, Behavioral, and Health Perspectives", Springer Publishing Company). Nella nostra pratica magnetica osservavamo questi effetti del tocco e dei passi magnetici, i movimenti lenti delle mani vicino al corpo o a contatto con esso, ben prima che la teoria polivagale li rendesse comprensibili in termini di sistema nervoso: il respiro si fa più profondo, i muscoli si sciolgono, la persona ritorna alla calma.
Il tocco umano è quindi più di un modo per scambiarsi emozioni: è uno strumento biologico che aiuta il sistema nervoso a organizzare risposte adattive, e ha un valore essenziale nella vita umana.
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Note di ricerca
Una selezione di studi scientifici pubblicati sulla teoria polivagale e sulla funzione vagale, che offrono una lettura scientifica dei temi trattati in questo articolo.
Löken LS, Wessberg J, et al. (2009). Coding of pleasant touch by unmyelinated afferents in humans. Nature Neuroscience, 12(5), 547-548. La microneurografia ha mostrato che le afferenze C-tattili non mielinizzate rispondono al massimo a carezze lente di 1-10 cm/s, le velocità giudicate più piacevoli; identifica una via periferica dedicata al tocco affettivo. https://doi.org/10.1038/nn.2312
McGlone F, Wessberg J, Olausson H (2014). Discriminative and affective touch: sensing and feeling. Neuron, 82(4), 737-755. Questa rassegna distingue la dimensione discriminativa e quella affettiva del tatto e propone che le fibre C-tattili della pelle pilifera costituiscano la base neurobiologica delle qualità gratificanti e sociali del tocco. https://doi.org/10.1016/j.neuron.2014.05.001
Craig AD (2002). How do you feel? Interoception: the sense of the physiological condition of the body. Nature Reviews Neuroscience, 3(8), 655-666. Craig colloca tatto, temperatura e segnali viscerali in un unico sistema interocettivo che rappresenta la condizione del corpo e può essere alla base dei sentimenti; spiega perché il tocco possa avere effetti emotivi oltre che sensoriali. https://doi.org/10.1038/nrn894
Field T (2016). Massage therapy research review. Complementary Therapies in Clinical Practice, 24, 19-31. Un'ampia rassegna che riporta effetti benefici del massaggio in molte condizioni e ipotizza che la stimolazione dei recettori di pressione possa aumentare l'attività vagale e ridurre il cortisolo; l'autrice segnala che molti studi si basano su autovalutazioni e che servono ricerche più rigorose. https://doi.org/10.1016/j.ctcp.2016.04.005