
L'approccio polivagale applicato alla balbuzie può dare risultati significativi. È noto che chi balbetta lo fa meno quando si sente al sicuro. La balbuzie è quindi legata a uno stato d'ansia: un'attivazione fuori luogo del sistema simpatico (la parte del sistema nervoso che ci prepara a combattere o fuggire) e del sistema vagale dorsale (la parte che ci rallenta e ci fa bloccare), che insieme bloccano chi parla. Su questo tema il dr. Paret collabora con l'Associazione Nazionale per il Trattamento della Balbuzie in Italia. Ecco una sintesi degli interventi che proponiamo per creare il senso di sicurezza e di benessere indispensabile per affrontare e gestire questo disturbo della comunicazione:
Doppia prospettiva: la persona si immagina, alternativamente, nel ruolo di chi ascolta e di chi parla, passando più volte dall'uno all'altro. Scopre così che chi ascolta è il primo sostenitore di chi parla, e si forma un clima emotivo positivo e rassicurante.
Proiezione volontaria: Freud descrisse la proiezione come un processo che compiamo sempre in modo inconscio. Questa tecnica la usa in modo consapevole, con immagini positive: la persona immagina i presenti come persone care e solidali, e l'ansia iniziale si trasforma in un senso di accoglienza e di affetto. I primi secondi contano per un impatto positivo, e anche qui si crea un senso di connessione.
Stimolazione del plesso solare: un tocco leggero sulla zona del plesso solare (la parte alta dell'addome, appena sotto lo sterno) stimola il nervo vago e favorisce calma e benessere. Nella nostra pratica usavamo questo tipo di tocco, e vedevamo il respiro distendersi e la voce sciogliersi, anni prima di leggere Porges; oggi la teoria mette in relazione questo effetto con le vie vagali che regolano respiro e voce. Il tocco riduce la tensione e migliora la fluidità del parlato.
Rilassamento muscolare progressivo: imparare a riconoscere e sciogliere le tensioni muscolari in tutto il corpo, in particolare attorno alla gola e alla mandibola, riduce gli ostacoli fisici a un parlato fluido.
Gruppi di sostegno e terapia di gruppo: aumentano il senso di sicurezza e di connessione, anche qui attivando il sistema vagale ventrale (la parte del nervo vago legata alla sicurezza e all'interazione sociale). Condividere esperienze e strategie in un ambiente solidale riduce il senso di isolamento e rafforza la capacità di reagire emotivamente alle difficoltà della balbuzie.
Mindfulness e meditazione: queste pratiche aiutano la persona a centrarsi nel momento presente, a ridurre l'ansia generale e a gestire meglio lo stress e le situazioni comunicative difficili.
Nel loro insieme, questi interventi aiutano chi balbetta a sentirsi più sicuro e a gestire meglio le situazioni in cui deve parlare. Si basano sulla capacità del corpo di modificare lo stato emotivo e mentale, attraverso un approccio polivagale integrato che stimola la forza interiore della persona.
Imparare il metodo
L'Ipnoterapia Polivagale Mesmerica si insegna nei corsi della Scuola del dr. Paret (ISI-CNV – Université Européenne): seminari dal vivo e lezioni online, dal Master di primo livello fino alla formazione avanzata, con una competenza specifica nell'ipnosi polivagale, nel tremore, nel completamento della risposta e nella stimolazione ventrovagale. Richiedi il programma e le prossime date: il primo contatto è sempre un messaggio WhatsApp, mai una telefonata.
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Note di ricerca
Una selezione di studi scientifici pubblicati sulla teoria polivagale e sulla funzione vagale, che offrono una lettura scientifica dei temi trattati in questo articolo.
Zengin-Bolatkale H, Conture EG, et al. (2018). Sympathetic arousal as a marker of chronicity in childhood stuttering. Developmental Neuropsychology, 43(2), 135-151. I bambini la cui balbuzie in seguito persisteva mostravano un'attivazione simpatica (conduttanza cutanea) più alta durante un compito verbale stressante rispetto a quelli che guarivano, suggerendo l'attivazione come possibile indicatore precoce di cronicità in un campione ridotto. https://doi.org/10.1080/87565641.2018.1432621
Tumanova V, Backes N (2019). Autonomic nervous system response to speech production in stuttering and normally fluent preschool-age children. Journal of Speech, Language, and Hearing Research, 62(11), 4030-4044. I bambini in età prescolare che balbettano non differivano dai coetanei fluenti nell'attivazione simpatica durante una semplice descrizione di immagini, ma mostravano un'attivazione maggiore in un compito più impegnativo di ripetizione di non-parole; suggerisce che l'attivazione dipenda dall'impegno del compito. https://doi.org/10.1044/2019_JSLHR-S-19-0121
Bowers A, Saltuklaroglu T, Kalinowski J (2011). Autonomic arousal in adults who stutter prior to various reading tasks intended to elicit changes in stuttering frequency. International Journal of Psychophysiology, 83(1), 45-55. In 13 adulti che balbettano, la conduttanza cutanea anticipatoria aumentava prima dei suoni temuti e diminuiva nella lettura corale, che riduceva anche la balbuzie; gli autori concludono che l'attivazione riflette l'anticipazione della balbuzie ma non è né necessaria né sufficiente a produrla. https://doi.org/10.1016/j.ijpsycho.2011.09.021