La parola “intuizione” contiene “in”: qualcosa che viene da dentro. Tutte le nostre tecniche hanno uno scopo comune: permettere alla risorsa della persona di riaffiorare. L’ipnosi non verbale è una chiave dell’intuizione.

Che cos’è l’intuizione?
Jung ha scritto sull’intuizione, e con lui molti altri ricercatori.
Come possiamo conoscere qualcosa senza esserne consapevoli?
Le neuroscienze studiano sempre più a fondo come la mente cosciente interagisca con le attività “inconsce” del corpo.
L’intuizione, spesso chiamata “sesto senso”, è oggetto di particolare interesse per molti ricercatori (tra i riferimenti: Charles, 2004; Lieberman, 2000; Turnbull, 2003; Volz & von Cramon, 2006; Zagon, 2001).
L’intuizione è il prodotto di processi di cui non siamo consapevoli.
Questi processi avvengono nel corpo. Si è osservato, per esempio, che alcune posizioni e alcune posture sono legate ai processi intuitivi più di altre.
Pensiamo a un’immagine: la coscienza è la punta visibile di un iceberg molto più grande (il processo primario), sotto la quale si svolgono molti processi invisibili (i processi secondari).
Al centro di questi processi nascosti c’è il nervo vago, il decimo nervo cranico, che collega il tronco encefalico a cuore, polmoni e intestino.
Il nervo vago ha un ruolo centrale nelle nostre reazioni emotive (Porges, 1993), nell’esperienza sensoriale degli eventi emotivi e nelle risposte alle situazioni traumatiche (Levine, 1997). Raggiunge quattro aree principali, chiamate plessi (reti di nervi):
il plesso cervicale, nella testa,
il plesso cardiaco, nel cuore,
il plesso celiaco, nell’intestino,
il plesso pelvico, nei genitali (Komisaruk, Whipple, Crawford, Grimes, Liu, Kalnin, & Mosier, 2004).
Gli ipnoterapeuti e gli psicoterapeuti a indirizzo somatico considerano queste aree le radici della nostra salute emotiva.

Stephen Porges, pioniere di questo campo, ha studiato i neonati, che non hanno ancora sviluppato la comunicazione verbale. I neonati comunicano in modo non verbale: con il pianto, il movimento e il contatto visivo. Il loro corpo cerca il contatto con la stessa naturalezza con cui una giovane pianta si volge verso la luce.
Un “sesto senso”
Porges propone un “sesto” senso: l’interocezione, cioè la percezione dello stato interno del corpo. I suoi recettori si trovano negli organi e i suoi segnali viaggiano soprattutto lungo il nervo vago. Il corpo informa di continuo il cervello sul proprio stato interno, come un termostato che misura e regola la temperatura di una stanza. L’interocezione trasmette processi inconsci essenziali per l’omeostasi, la capacità del corpo di mantenere il proprio equilibrio interno, così che l’ambiente interiore resti in sintonia con il mondo esterno.

Porges non è il solo. In uno studio del 2001 Zagon esamina il nervo vago, il più grande nervo sensoriale viscerale del corpo (quello che trasporta più informazioni dagli organi), spesso descritto come la via principale dell’esperienza sensoriale. Secondo lui fa molto più che regolare emozioni, percezioni e processi cognitivi.
Zagon suggerisce che il nervo vago possa essere anche la chiave di ciò che chiamiamo “sesto senso”. Partendo dall’idea che le condizioni legate allo stress siano gestite dall’attività vagale, descrive come questo nervo colleghi l’esperienza emotiva e quella cognitiva attraverso le sensazioni corporee. Propone quindi che una nuova via neurale possa svilupparsi all’estremità del nervo vago, in un’area del tronco encefalico chiamata locus coeruleus.
Qui il “sesto senso” indica una comprensione intuitiva e inconscia che va oltre i cinque sensi tradizionali. Per Zagon il nervo vago, centrale nella gestione delle condizioni legate allo stress, contribuisce a intrecciare esperienze emotive e cognitive attraverso l’informazione sensoriale.
Il locus coeruleus
Una parte centrale della sua ipotesi riguarda il locus coeruleus, una struttura piccola ma importante del tronco encefalico. È un nucleo (un gruppo di cellule nervose) del ponte, la parte del tronco encefalico coinvolta nelle risposte fisiologiche allo stress e al panico. È anche il sito principale in cui il cervello produce la noradrenalina, un neurotrasmettitore, cioè un messaggero chimico, che ha un ruolo chiave nell’attivazione e nella vigilanza.
Zagon suggerisce che una nuova via neurale possa svilupparsi all’estremità del nervo vago, proprio nel locus coeruleus. Agendo sul nervo vago in questa regione, sostiene, è possibile modificare il modo in cui una persona percepisce i sintomi fisici e, di conseguenza, il modo in cui vive emotivamente e mentalmente una condizione fisica.
Sviluppando questa idea, Zagon sostiene che un’azione efficace sul nervo vago all’interno del tronco encefalico può trasformare il modo in cui una persona percepisce i sintomi fisici, e quindi cambiare in modo significativo l’esperienza emotiva e mentale di un disturbo fisico. La sua ricerca pone domande importanti su quanto siano legate le nostre esperienze mentali, emotive e fisiche.
Questo legame è uno stato alterato di percezione, oppure una collaborazione tra processi fisici, emotivi e mentali che insieme formano ciò che chiamiamo “sesto senso”?
Una risposta possibile: la percezione dei sintomi fisici non è un processo semplice. Coinvolge l’interazione di diversi sistemi del corpo, che insieme creano una consapevolezza d’insieme, il “sesto senso”.

L’approccio più diffuso nel mondo è dall’alto verso il basso (top-down): la mente influenza il corpo. La ricerca mostra che anche un approccio dal basso verso l’alto (bottom-up), dal corpo alla mente, ha validità scientifica.
L’“intuizione incarnata”, cioè l’intuizione che avviene nel corpo, e il suo legame con i plessi nervosi di testa, cuore, intestino e bacino sono stati studiati negli ultimi anni. McCraty, Atkinson e Bradley (2004) hanno esaminato il ruolo del cuore, e Gershon (1998) quello dell’intestino, o sistema nervoso enterico (la rete di neuroni dell’apparato digerente), nei processi intuitivi. Questi studi suggeriscono che queste parti del corpo possano raccogliere ed elaborare informazioni indipendentemente dalle funzioni cognitive.
Nervi afferenti ed efferenti nelle diverse pratiche di riequilibrio
La fisiologia distingue due tipi di nervi: i nervi afferenti, che portano i segnali dagli organi al cervello, e i nervi efferenti, che portano i segnali dal cervello agli organi.
La maggior parte delle pratiche orientate al corpo segue un approccio “dall’alto verso il basso” (top-down), come descritto da Ogden, Minton e Pain (2006). Parte dai processi cognitivi e arriva alle sensazioni corporee, usando il pensiero come ponte tra mente e corpo.
Il processo “dal basso verso l’alto” (bottom-up) procede in senso inverso: parte dalle sensazioni corporee, a cui seguono le risposte emotive e cognitive. È molto usato negli approcci al trauma, come mostrano Levine (1997), Ogden, Minton & Pain (2006) e Rothschild (2001), con l’obiettivo di un’esperienza integrata. Siegel (2006) la chiama “integrazione verticale”.
Quanto alla testa, Lieberman (2000) ha collegato l’apprendimento implicito (quello che avviene senza consapevolezza) ai processi intuitivi attraverso le sue ricerche sulle lesioni cerebrali. Osserva che i gangli della base, strutture profonde del cervello responsabili dell’apprendimento implicito e dell’istinto, sono strettamente associati alle decisioni intuitive. Lieberman descrive le “intuizioni sociali” come gesti spontanei: battere le palpebre, piccoli scatti, inclinare la testa di lato durante una conversazione. Osservando i deficit di apprendimento e di movimento in pazienti con due malattie degenerative dei gangli della base, il morbo di Parkinson (PD) e la malattia di Huntington (HD), ha constatato che il danno ai gangli della base inibiva i gesti spontanei e inconsci. Ne ha concluso che la difficoltà nel movimento spontaneo rallentava anche le decisioni di questi pazienti.
Il lavoro di Lieberman sostiene l’idea che questi movimenti spontanei e involontari facciano parte della comprensione intuitiva, e rafforza il legame tra movimento e decisione.
Nello studio della comunicazione non verbale è noto che a un collo rigido corrisponde una mentalità rigida. Nella nostra pratica di ipnosi non verbale lo osservavamo ben prima che la teoria polivagale e le neuroscienze se ne occupassero; oggi la ricerca comincia a spiegare ciò che il nostro lavoro aveva già mostrato.

Per capire come l’intuizione sia legata al corpo, McCraty, Atkinson & Bradley (2004) hanno condotto uno studio centrato sul cuore. Sono partiti dall’ipotesi che il corpo, e in particolare il cuore, possa percepire e reagire a informazioni a forte carica emotiva prima che la mente cosciente ne sia consapevole. Hanno definito l’intuizione come la percezione immediata di informazioni che di solito sfuggono ai processi cognitivi. Questa intuizione si avverte nel corpo e nella mente come una conoscenza o una sensazione certa su qualcosa che non è ancora accaduto o che è lontano.
Lo studio ha prodotto tre risultati principali:
Il cuore sembra in grado di rispondere agli stimoli prima che il cervello ne diventi cognitivamente consapevole.
Il cuore ha risposto con più forza agli stimoli emotivi imminenti che a quelli calmi o neutri.
Lo studio ha rilevato anche una differenza di genere: nelle donne la risposta fisiologica del cuore era più marcata che negli uomini.
Questa ricerca pionieristica, centrata sul campo elettromagnetico del cuore, apre nuove strade per comprendere l’intuizione. Suggerisce che il cuore, insieme ad altre parti del corpo, abbia un ruolo significativo nel modo in cui percepiamo il mondo e vi rispondiamo. Potrà portare ad altri studi su come le diverse parti del corpo contribuiscono all’esperienza intuitiva e su quanto il corpo sia legato alla percezione dell’ambiente e ai nostri sentimenti.

Respirazione ritmica e teoria polivagale:
La respirazione ritmica, in sintonia con il ritmo del cuore, può attivare il sistema vagale ventrale (il ramo del nervo vago associato alla sicurezza e al legame sociale). Porta il corpo da uno stato di allerta o di paura, guidato dal sistema nervoso simpatico (il sistema che ci prepara alla lotta o alla fuga), a uno stato di calma e sicurezza. Così riduce l’ansia e accresce la capacità di legame sociale e di empatia, due condizioni essenziali dell’intuizione.
Implicazioni pratiche:
Una volta compreso il ruolo del sistema vagale nella regolazione delle emozioni, possiamo usare tecniche come la respirazione ritmica per gestire stress e ansia e anche per rafforzare le capacità intuitive e relazionali. Nel lavoro di accompagnamento o nei momenti di tensione sociale, per esempio, attivare consapevolmente il sistema vagale ventrale con la respirazione aiuta a creare un ambiente più sicuro e aperto all’ascolto intuitivo e all’empatia.
In sintesi, la teoria polivagale fornisce un quadro neurofisiologico che spiega come la respirazione ritmica e la risposta intuitiva del cuore possano essere usate per migliorare la salute emotiva e il legame con gli altri.

Lo studio pionieristico di McCraty, Atkinson & Bradley (2004) sull’intuizione e il cuore, letto insieme alla teoria polivagale, offre una comprensione completa di come le risposte fisiologiche, soprattutto quelle del cuore, siano legate all’esperienza intuitiva ed emotiva.
Intuizione, cuore e teoria polivagale: una prospettiva unitaria
La risposta del cuore agli stimoli emotivi:
Lo studio di McCraty e colleghi ha mostrato che il cuore può rispondere agli stimoli emotivi prima che il cervello ne diventi cognitivamente consapevole. Ciò suggerisce che il cuore abbia nell’elaborazione delle informazioni emotive un ruolo più attivo di quanto si pensasse.
Poiché il cuore risponde con più forza agli stimoli emotivi imminenti che a quelli calmi o neutri, può funzionare come un sistema di allerta precoce che ci segnala i cambiamenti emotivi in arrivo.
La respirazione ritmica come ponte:
La teoria polivagale spiega come la respirazione ritmica, sincronizzata con il ritmo del cuore, possa attivare il sistema vagale ventrale. Questa attivazione porta il corpo da uno stato di stress o di paura a uno di calma e sicurezza.
Questo cambiamento fisiologico può rafforzare le capacità intuitive. Quando il cuore si calma e il suo ritmo si accorda con il respiro, corpo e mente diventano pronti a percepire ed elaborare le informazioni intuitive in modo più efficace.
Differenze di genere ed esperienza intuitiva:
La differenza di genere nella risposta intuitiva del cuore, più marcata nelle donne, apre nuove strade per comprendere come l’intuizione possa variare tra uomini e donne. Potrebbe dipendere da differenze nel modo in cui il sistema vagale ventrale si attiva e risponde.
Applicazioni pratiche per la comprensione emotiva e intuitiva:
Comprendere il ruolo del cuore e del sistema vagale nella regolazione delle emozioni porta ad applicazioni pratiche, come le tecniche di respirazione ritmica usate nel lavoro di accompagnamento o nella vita quotidiana per accrescere la consapevolezza emotiva e intuitiva.
Dove la comprensione emotiva e l’empatia contano di più, attivare consapevolmente il sistema vagale ventrale rende l’interazione più empatica e intuitiva, a beneficio delle relazioni personali e professionali.
In conclusione, i risultati di McCraty sulla risposta intuitiva del cuore, insieme alla spiegazione fisiologica offerta dalla teoria polivagale, formano un quadro solido. Insieme suggeriscono che il cuore, in collaborazione con il sistema nervoso, abbia un ruolo significativo nella nostra esperienza intuitiva ed emotiva e nel modo in cui ci relazioniamo al mondo e lo percepiamo.

Intuizione e corpo: la chiave dell’intuizione è non verbale
Un ampio corpo di ricerche neuroscientifiche ha esaminato come funziona l’intuizione nel cervello, soprattutto durante le decisioni. Gli studi di Bechara, Damasio, A., Damasio, H., e Anderson (1994), Lieberman (2000), Turnbull (2003) e Volz & von Cramon (2006) hanno chiarito i processi neurali alla base del pensiero intuitivo.
Nella psicobiologia, ricercatori come Schore (1994, 2003) e Siegel (1999, 2006) descrivono l’intuizione come un processo interpersonale: uno scambio silenzioso che si sviluppa attraverso il legame empatico tra le persone. In questa prospettiva l’intuizione è più di un processo mentale: è una risposta istintiva, quasi riflessa, a informazioni che spesso aggirano il ragionamento cosciente.
Bucci (2007) aggiunge un’ulteriore idea: l’intuizione potrebbe far parte della comunicazione non verbale stessa. Potrebbe emergere attraverso mezzi simbolici come le immagini, oppure attraverso le sensazioni corporee, dai sistemi sensoriale, motorio o viscerale. Per le psicoterapie a mediazione corporea, in cui l’intuizione si vive fisicamente, è una conferma diretta.
Le pratiche corporee offrono quindi un accesso diretto all’intuizione. Mostrano che il corpo partecipa attivamente al processo intuitivo: custodisce ed esprime una conoscenza intuitiva in un linguaggio che va oltre le parole. Professionisti e ricercatori possono così studiare l’intuizione sia come fenomeno cognitivo sia come esperienza radicata nel corpo.

La ricerca psicologica, tra cui gli studi di Charles (2004) ed Eisengart (1996), ha mostrato che l’intuizione si vive fisicamente nel corpo. Nel suo studio sull’intuizione in psicoterapia, Charles ha classificato i partecipanti secondo i tipi psicologici di Jung: Pensiero, Sentimento, Intuizione e Sensazione. I partecipanti dei tipi Intuitivo e Sensoriale mostravano una maggiore consapevolezza corporea durante le esperienze intuitive. Charles ha osservato che la sensazione era decisiva per la consapevolezza intuitiva, perché era il modo principale in cui i partecipanti percepivano l’intuizione. Ha tuttavia concluso, come Williams & Irving, che queste sensazioni erano reazioni al linguaggio del corpo del cliente più che conoscenza intuitiva.
Vaughan (1979) ha individuato quattro tipi di esperienza intuitiva: fisica, emotiva, mentale e spirituale. Ha descritto l’intuizione fisica come una forte risposta corporea in situazioni che logicamente non la giustificano. L’esperienza intuitiva non si limita alle sensazioni fisiche, ma registrarle è un modo pratico per studiare i fenomeni intuitivi.
Per costruire un modello completo dell’intuizione in psicoterapia, Petitmengin-Peugeot (1999) ha studiato come l’intuizione coinvolga l’intero essere del terapeuta, attraverso l’esperienza sensoriale ed emotiva. Lo studio ha individuato tre elementi chiave: 1) comprendere lo stato fisico o emotivo di un’altra persona, 2) vivere gesti spontanei come “lasciar andare”, “rallentare” e “ascoltare con un senso panoramico”, 3) trovare soluzioni ai problemi senza disporre di informazioni complete per un’elaborazione logica. Questi risultati sostengono lo studio dell’intuizione incarnata nella pratica psicoterapeutica.
In questo video sviluppiamo l’intuizione con l’ipnosi non verbale. Oscillare dolcemente la testa da destra a sinistra stimola fisicamente entrambi gli emisferi del cervello.
Rilassa inoltre i muscoli del collo, che, quando sono tesi, possono bloccare il processo.
L’intero processo si svolge in uno stato di calma e sicurezza.
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Note di ricerca
Una selezione di studi scientifici pubblicati sulla teoria polivagale e sulla funzione vagale, che offrono una lettura scientifica dei temi trattati in questo articolo.
Dunn BD, Galton HC, et al. (2010). Listening to your heart: how interoception shapes emotion experience and intuitive decision making. Psychological Science, 21(12), 1835-1844. Le persone più accurate nel percepire il proprio battito mostravano un legame più stretto tra reazioni corporee e attivazione percepita, e la capacità interocettiva poteva favorire od ostacolare le decisioni intuitive a seconda che i segnali corporei indicassero scelte vantaggiose o svantaggiose. https://doi.org/10.1177/0956797610389191
Garfinkel SN, Seth AK, et al. (2014). Knowing your own heart: distinguishing interoceptive accuracy from interoceptive awareness. Biological Psychology, 104, 65-74. In 80 partecipanti, l'accuratezza oggettiva nel percepire il battito, la sensibilità corporea riferita e la consapevolezza metacognitiva della propria accuratezza si sono rivelate dimensioni distinte; mostra che 'sentire il corpo' non è un'unica capacità. https://doi.org/10.1016/j.biopsycho.2014.11.004
Craig AD (2002). How do you feel? Interoception: the sense of the physiological condition of the body. Nature Reviews Neuroscience, 3(8), 655-666. Craig descrive un sistema afferente che rappresenta la condizione fisiologica dell'intero corpo, compresi i segnali di tatto, temperatura e visceri, e ipotizza che sia alla base dei sentimenti soggettivi e della consapevolezza di sé. https://doi.org/10.1038/nrn894
Craig AD (2009). How do you feel - now? The anterior insula and human awareness. Nature Reviews Neuroscience, 10(1), 59-70. Questa rassegna propone che l'insula anteriore ri-rappresenti i segnali interocettivi e sia coinvolta nei sentimenti soggettivi, nelle decisioni e nelle intuizioni improvvise, candidandosi come correlato neurale della consapevolezza. https://doi.org/10.1038/nrn2555