Perché l'ipnosi non verbale? Nella nostra pratica osserviamo che la stimolazione non verbale (sguardo, postura, tocco, ritmo del respiro) porta le persone a uno stato più profondo rispetto alla sola stimolazione verbale. Il non verbale contiene più informazione delle parole: le parole sono soltanto una mappa dell'esperienza. Anche l'ipnosi animale è interamente non verbale.
Questo video mostra un animale diventato catatonico (uno stato di ipnosi animale) per la paura delle auto che passano.

Studiando l'ipnosi animale alla luce della teoria polivagale, troviamo comportamenti e stati del sistema nervoso comuni a specie diverse. Quattro stati si distinguono: catalessi, sonnambulismo, letargia e fascinazione. Ciascuno corrisponde a un modo specifico in cui la coscienza e il corpo rispondono.
La fascinazione è più di uno sguardo intenso: apre la strada a una concentrazione profonda. Per un momento il flusso dei pensieri si placa e l'attenzione si raccoglie in un solo punto. Raggiunge le aree più antiche del cervello e attiva istinti primari regolati dal vago dorsale (il ramo del nervo vago che rallenta il corpo e, davanti a una minaccia, può portare all'immobilità).
La catalessi è uno stato di immobilità, da una lieve pausa fino all'immobilità tonica completa (il corpo resta rigido e fermo, come l'animale che "si finge morto"). Questa risposta protettiva, presente in natura come nell'essere umano, ripara la persona da uno stress travolgente, effetto dell'azione calmante del vago dorsale.
Il sonnambulismo, in cui le azioni si svolgono senza una guida cosciente, rispecchia il processo con cui si liberano emozioni e ricordi trattenuti. Qui la teoria polivagale ci aiuta a comprendere come superare i traumi passati: il cambiamento avviene liberando i vincoli del vago dorsale.
La letargia porta un rilassamento profondo e può evolvere nell'immobilità tonica collassata (il corpo diventa abbandonato e pesante), uno spazio di introspezione e di rinnovamento. Questo stato potrebbe unire l'attivazione vagale dorsale e quella ventrale (il vago ventrale è il ramo legato alla sicurezza e alla relazione sociale) e segna un ritorno al proprio centro.
Questi stati ipnotici li osservavamo nella nostra pratica ben prima che la prospettiva polivagale fosse disponibile per spiegarli. Oggi questa prospettiva offre un modo utile per capire come il nostro sistema nervoso li produca. Mostra anche i paralleli fra l'esperienza umana e quella animale, fondati su meccanismi biologici ed emotivi comuni all'uomo e agli animali, e questo sostiene il nostro lavoro di comprensione e di cambiamento.
Nel lavoro con la crisi mesmerica polivagale (la reazione spontanea di rilascio del corpo), raggiungere lo stato di catalessi è un passaggio importante per risolvere il problema.
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Note di ricerca
Una selezione di studi scientifici pubblicati sulla teoria polivagale e sulla funzione vagale, che offrono una lettura scientifica dei temi trattati in questo articolo.
Aubert AE, Verheyden B, et al. (2009). Cardiac autonomic regulation under hypnosis assessed by heart rate variability: spectral analysis and fractal complexity. Neuropsychobiology, 60(2), 104-112. In 12 partecipanti sani, l'ipnosi si associava a una HRV ad alta frequenza normalizzata più alta e a un rapporto LF/HF più basso, senza variazioni della frequenza cardiaca; gli autori osservano che le variazioni della profondità del respiro potrebbero spiegare in parte il risultato. https://doi.org/10.1159/000239686
Padilla VJ, Scheffrahn K, et al. (2024). Heart rate variability, hypnosis, and psychotherapy. Applied Psychophysiology and Biofeedback, 50(2), 289-295. Questa rassegna riassume come varia la HRV durante l'ipnosi e propone meccanismi attraverso cui l'ipnoterapia potrebbe influenzare la risposta allo stress, auspicando studi randomizzati controllati che confermino questi legami. https://doi.org/10.1007/s10484-024-09679-6
Carli G, Farabollini F (2022). Tonic immobility as a survival, adaptive response and as a recovery mechanism. Progress in Brain Research, 271(1), 305-329. Riesaminando la ricerca animale sull'immobilità tonica (classicamente detta 'ipnosi animale'), gli autori sostengono che si tratti di una risposta adattiva di sopravvivenza, modulata dal rischio ambientale, che potrebbe anche attivare meccanismi di recupero dopo esperienze destabilizzanti. https://doi.org/10.1016/bs.pbr.2022.02.012
Woodruff ML (2025). Tonic immobility and phenomenal consciousness in animals: a review. Frontiers in Psychology, 16, 1509999. Una rassegna recente che distingue l'immobilità tonica dal più ampio comportamento di finta morte e discute quali forme di consapevolezza possano accompagnarla; è un riferimento prudente per l'antico accostamento tra immobilità animale e fenomeni ipnotici. https://doi.org/10.3389/fpsyg.2025.1509999