
Il ritmo: un'alternativa al metodo della crisi per risolvere i traumi
La danza come intervento sta ottenendo un riconoscimento crescente nella salute fisica e mentale, nell'autismo, nel trauma e in altri ambiti. Il dr. Marco Paret le ha dato una forma specifica, integrando i principi della Teoria Polivagale nel lavoro con la danza.
I metodi del dr. Paret attingono a più fonti, tra cui la Terpsichore Trance Therapy (TTT), che usa gli aspetti ritmici ed estatici della danza per indurre la trance. Il ritmo è l'elemento chiave, perché si ritiene che stimoli il nervo vago ventrale, che si trova vicino alla pelle all'altezza del plesso solare. Questo è importante perché il nervo vago fa parte integrante dell'asse intestino-cervello ed è considerato un mediatore essenziale del legame mente-corpo.
Il movimento della danza può liberare il "congelamento" legato al nervo vago dorsale, il ramo che, sotto uno stress estremo, produce immobilità o spegnimento. Danzando, la persona può sciogliere questo stato, liberare la tensione e aprirsi all'espressione emotiva. Nella nostra pratica vedevamo i corpi uscire da questo blocco attraverso il ritmo anni prima che la teoria polivagale entrasse nel linguaggio dei terapeuti; oggi la teoria ci dà un linguaggio per descrivere ciò che accade.
L'approccio del dr. Paret trova sostegno in diversi studi sugli effetti della danzamovimentoterapia (DMT). Ad esempio, Conceição & Neto (2016) e Neto et al. (2014) hanno rilevato un miglioramento della capacità di esercizio e una riduzione della pressione arteriosa, che suggeriscono una migliore salute cardiovascolare e livelli più bassi di stress e depressione.
Le ricerche di Koch et al. (2019) e Karkou et al. (2019) confermano l'efficacia della DMT nel migliorare qualità della vita, tono dell'umore, capacità cognitive e relazionali. Takahashi et al. (2019) hanno inoltre rilevato un miglioramento delle abilità sociali nelle persone autistiche grazie alla DMT.
I benefici della DMT vanno dall'individuo al contesto sociale più ampio. Come descrivono Levine & Land (2016) e Tomaszweski et al. (2023), la danza nel lavoro sul trauma rafforza il legame mente-corpo e aiuta a riconoscere ed esprimere le emozioni, basi per ritrovare il proprio equilibrio.
Sul tema dell'equità e della giustizia nella DMT, ricercatori come Jorden (2022), Cantrick et al. (2018) e Kawano & Chang (2019) sottolineano la necessità di riconoscere i pregiudizi culturali e rispondere ai bisogni specifici dei gruppi marginalizzati. Così la DMT resta accessibile e pertinente per popolazioni diverse, come evidenziano anche Nichols (2019) e Whyte & Barclay (2019).
Gli studi sulla DMT nella schizofrenia di Biondo et al. (2021) e Bryl et al. (2020) mostrano risultati positivi nella gestione dei sintomi, nei legami sociali e nella consapevolezza di sé. Questi dati concordano con il quadro dell'estetica incarnata (Koch, 2017) e con la neurobiologia incarnata (Homann, 2010, 2020), secondo cui la DMT può contribuire in modo significativo al benessere complessivo della persona, in particolare nelle difficoltà di salute mentale.
Il lavoro del dr. Paret, radicato nella Teoria Polivagale, mostra come ritmo, movimento e intenzione nella danza possano attivare il nervo vago, favorendo il ritorno all'equilibrio e la regolazione emotiva. Questo approccio contribuisce alla psicoterapia e rinnova l'antica tradizione umana di ritrovare il benessere attraverso la danza.
In questo video una ragazza libera le sue tensioni attraverso la danza ipnotica non verbale e movimenti specifici.
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Note di ricerca
Una selezione di studi scientifici pubblicati sulla teoria polivagale e sulla funzione vagale, che offrono una lettura scientifica dei temi trattati in questo articolo.
Koch SC, Riege RFF, et al. (2019). Effects of dance movement therapy and dance on health-related psychological outcomes: a meta-analysis update. Frontiers in Psychology, 10, 1806. Sintetizzando 41 studi controllati, questa meta-analisi ha rilevato effetti complessivi di entità media della danzamovimentoterapia e della danza, con riduzione di depressione e ansia, segnalando però elevata eterogeneità e limiti metodologici. https://doi.org/10.3389/fpsyg.2019.01806
Lucas AR, Klepin HD, et al. (2016). Mindfulness-based movement: a polyvagal perspective. Integrative Cancer Therapies, 17(1), 5-15. Una rassegna concettuale che utilizza la teoria polivagale come cornice per comprendere il movimento consapevole come possibile sostegno alla regolazione; è pertinente agli approcci basati sul movimento, pur senza studiare direttamente la danza. https://doi.org/10.1177/1534735416682087
Payne P, Levine PA, Crane-Godreau MA (2015). Somatic experiencing: using interoception and proprioception as core elements of trauma therapy. Frontiers in Psychology, 6, 93. Questo articolo teorico descrive il Somatic Experiencing, che guida l'attenzione alle sensazioni corporee per completare le risposte difensive interrotte e scaricare l'eccesso di attivazione autonomica; propone una lettura neurofisiologica della scarica e del rilascio, non uno studio di esito. https://doi.org/10.3389/fpsyg.2015.00093
Zhao R, An M, et al. (2025). Effects of a Tai Chi dance intervention on the autonomic nervous system in university students. Medicine, 104(42), e44930. In uno studio randomizzato su 42 studenti, 16 settimane di danza Tai Chi si associavano a differenze negli indici di HRV a riposo rispetto ai controlli; il campione è piccolo e il risultato va replicato. https://doi.org/10.1097/MD.0000000000044930